Non potevo cominciare a raccontare la vita di Maria Bellonci senza partire dalla fine: dal premio Strega – il suo premio, da lei fondato nel 1947 – che le viene assegnato postumo nel 1986 per Rinascimento privato. La consacrazione dopo oltre cinquant’anni di scrittura le è arrivata quando l’animatrice del riconoscimento non c’è più: come se queste due anime, una dedicata all’immaginazione letteraria e alla ricerca storica, l’altra alla valorizzazione dei libri degli altri, in lei non riuscissero a convivere pacificamente.
Ma come narrare la vita di quella che è stata una grande scrittrice, una donna che ha gestito un vero potere in ambito letterario e insieme una persona gelosissima del suo privato? Maria non ha lasciato un libro di memorie e i suoi diari sono troppo discontinui per considerarla una narratrice attendibile del suo vissuto. Sappiamo però che Rinascimento privato nasce da un fatto reale: il ricordo dell’incontro con un prete canadese, risalente a nove anni prima che inizi a lavorare al romanzo, le permette di sistemare un vasto materiale raccolto nel tempo su Isabella d’Este, ispirandole il personaggio inventato di Robert de la Pole.
Da questo assunto ho scandagliato il libro scoprendo numerose altre corrispondenze con snodi centrali della sua esistenza, e che l’intera opera può essere letta come una vera e propria autobiografia narrata per interposto personaggio storico: il romanzo privato della vita dell’autrice.
Come scrive Elsa Morante, «sono più autobiografici i romanzi di qualsiasi altra cosa si possa raccontare di sé». Stefano Petrocchi
ore 9.30 Al Vivaio la parola chiave è ospitalità: accogliamo e coltiviamo persone, idee, parole. Vista l’ora, si comincia a chiacchierare con la prima colazione. Caffè, tè, tutte le cose buone che servono a far partire bene la giornata: biscotti con farine bio cotti in forno a legna, yogurt e formaggi locali, marmellate di frutta del giardino, e quello che il risveglio e la stagione ispirano (per esempio, la chiffon).
ore 12.30 pranzo leggero, saluti e brindisi. In mezzo, chiacchiere, domande, belle idee. A volontà.
